Jul. 21st, 2011
Titolo: Grazie per aver chiamato
Fandom: Originale
Pairing: Gen, Het
Rating: PG
Wordcount: 515 @ contaparole
fiumidiparole
Warning: riferimenti a suicidio, angst, happy ending
Riassunto: Testimonianza di una vita salvata. Per fortuna, era lì nella stanza con lei.
Grazie per aver chiamato. Seriamente. Quando ho ricevuto la chiamata, Helen stava giusto pensando di farla finita e non sapevo cosa fare. Non che potessi fare molto, naturalmente. Sono così inutile, in un certo senso. Naturalmente il fatto che fossi lì nella stanza con lei era una buona cosa, infatti hai chiamato… se non fossi stato lì adesso sul tappeto ci sarebbe un cadavere, e sul muro una brutta macchia. Se tu non avessi chiamato. Ed io non avrei potuto fare niente, neanche chiamare l’ambulanza o la polizia o te. Te l’ho detto che in un certo senso sono inutile.
Anche se adesso non puoi sentire quello che ti dico, per favore Harry, invitala fuori. Per un gelato, per una pizza. E dille che la ami, santo cielo. Diglielo, così si metterà il cuore in pace, e smetterà di piangere, smetterà di fissarmi, e di giocherellare con l’agenda. Smetterà di farmi il giro intorno, aspettando che tu o sua madre la chiamiate. Che pessima donna, Elizabeth. Una voce così stridula, e così tanto egoista. Così tanto cieca, come fa a non vedere che sua figlia sta male? E’ stupida, è tutta presa dalle sue amiche e dal torneo di bridge che non è riuscita a vincere neanche quest’anno. Ma Helen è buona, le vuole bene lo stesso. Le basta sentire la sua voce gracchiante. Odio quando chiama, mi fa rabbrividire. Ma finché Helen è felice va bene lo stesso.
Di cosa state parlando, per l’amor del cielo. Ha appena cercato di spararsi in bocca, e tu le parli del matrimonio della cugina della sorella della tua collega? Forse sei davvero gay, l’ho pensato tante volte. Ma anche se fosse, vuoi davvero bene a Helen, perciò aiutala a uscire da questo casino. Falla uscire da questa casa. Da queste quattro mura ingrigite. Tanto io non mi sento solo, ci sono tutti gli altri a farmi compagnia. E poi ogni tanto qualcuno sbaglia numero, chiama per fare qualche sondaggio. E’ poca roba, ma è il mio lavoro, io sono felice anche se chiama quella della Avon Cosmetics, sai?
Bravo ragazzo. Dille che vieni a prenderla sotto casa. Dille che vuoi che si metta qualcosa di carino, a quella festa. Così magari ti risvegli un po’. Helen è una bella ragazza, potrebbe avere tutti gli uomini che vuole, se solo non fosse così depressa. Io sono così inutile qui, non la chiama mai nessuno.
Sei riuscito a farla ridere, vedi? Non sei così gay dopo tutto. E’ già tua, quello che aspetta è che tu le dica che la ami, che lei ti interessa più di tutto il resto. Stava perfino pensando di invitarti a vivere qui, sai? Alla fine come posto è abbastanza spazioso. E’ un po’ triste, è vero, ma quando una persona è innamorata vuole vedere tutto a colori, cambierebbe l’arredamento se tu fossi qui.
Quando l’hai salutata e hai messo giù ha fatto un salto altissimo, sai? Era così contenta. Così contenta che è quasi uscita con due scarpe diverse ai piedi. Che si è dimenticata di mettermi la segreteria. Pazienza. Purchè passiate una bella serata.
Note: questa cosa è così vecchia che non mi ricordavo nemmeno che esistesse, lol.
Fandom: Originale
Pairing: Gen, Het
Rating: PG
Wordcount: 515 @ contaparole
Warning: riferimenti a suicidio, angst, happy ending
Riassunto: Testimonianza di una vita salvata. Per fortuna, era lì nella stanza con lei.
Grazie per aver chiamato. Seriamente. Quando ho ricevuto la chiamata, Helen stava giusto pensando di farla finita e non sapevo cosa fare. Non che potessi fare molto, naturalmente. Sono così inutile, in un certo senso. Naturalmente il fatto che fossi lì nella stanza con lei era una buona cosa, infatti hai chiamato… se non fossi stato lì adesso sul tappeto ci sarebbe un cadavere, e sul muro una brutta macchia. Se tu non avessi chiamato. Ed io non avrei potuto fare niente, neanche chiamare l’ambulanza o la polizia o te. Te l’ho detto che in un certo senso sono inutile.
Anche se adesso non puoi sentire quello che ti dico, per favore Harry, invitala fuori. Per un gelato, per una pizza. E dille che la ami, santo cielo. Diglielo, così si metterà il cuore in pace, e smetterà di piangere, smetterà di fissarmi, e di giocherellare con l’agenda. Smetterà di farmi il giro intorno, aspettando che tu o sua madre la chiamiate. Che pessima donna, Elizabeth. Una voce così stridula, e così tanto egoista. Così tanto cieca, come fa a non vedere che sua figlia sta male? E’ stupida, è tutta presa dalle sue amiche e dal torneo di bridge che non è riuscita a vincere neanche quest’anno. Ma Helen è buona, le vuole bene lo stesso. Le basta sentire la sua voce gracchiante. Odio quando chiama, mi fa rabbrividire. Ma finché Helen è felice va bene lo stesso.
Di cosa state parlando, per l’amor del cielo. Ha appena cercato di spararsi in bocca, e tu le parli del matrimonio della cugina della sorella della tua collega? Forse sei davvero gay, l’ho pensato tante volte. Ma anche se fosse, vuoi davvero bene a Helen, perciò aiutala a uscire da questo casino. Falla uscire da questa casa. Da queste quattro mura ingrigite. Tanto io non mi sento solo, ci sono tutti gli altri a farmi compagnia. E poi ogni tanto qualcuno sbaglia numero, chiama per fare qualche sondaggio. E’ poca roba, ma è il mio lavoro, io sono felice anche se chiama quella della Avon Cosmetics, sai?
Bravo ragazzo. Dille che vieni a prenderla sotto casa. Dille che vuoi che si metta qualcosa di carino, a quella festa. Così magari ti risvegli un po’. Helen è una bella ragazza, potrebbe avere tutti gli uomini che vuole, se solo non fosse così depressa. Io sono così inutile qui, non la chiama mai nessuno.
Sei riuscito a farla ridere, vedi? Non sei così gay dopo tutto. E’ già tua, quello che aspetta è che tu le dica che la ami, che lei ti interessa più di tutto il resto. Stava perfino pensando di invitarti a vivere qui, sai? Alla fine come posto è abbastanza spazioso. E’ un po’ triste, è vero, ma quando una persona è innamorata vuole vedere tutto a colori, cambierebbe l’arredamento se tu fossi qui.
Quando l’hai salutata e hai messo giù ha fatto un salto altissimo, sai? Era così contenta. Così contenta che è quasi uscita con due scarpe diverse ai piedi. Che si è dimenticata di mettermi la segreteria. Pazienza. Purchè passiate una bella serata.
Note: questa cosa è così vecchia che non mi ricordavo nemmeno che esistesse, lol.